Gruppo Archeologico Calatino “Franco Imposimato” - P.zza Matteotti n°1 – c.p.154 – 81024 -Maddaloni -CE-
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La Chiesa di San Benedetto fu edificata, forse come congrega, fuori dalle mura del Castello. Il campanile, di chiara struttura romanica, è stato completamente restaurato dalla Sovrintendenza ai BB.CC.
Appartenente in epoca remota alla Abbazia di Montecassino, essa ha una storia difficile da ricostruire integralmente.
In origine fu a due navate, trasformata poi a tre tra il XVII e il XVIII secolo, come lasciano presumere gli stucchi della terza navata e le finestre appositamente create. Nell’abside è presente una serie di affreschi sovrapposti, così che la lettura dello stesso non è chiara. La storia di questo affresco è molto tormentata. In alto la Madonna in maestà assisa in trono con il Bambino sulle ginocchia; al centro la Trinità e in basso a sinistra la Vergine con S. Lucia e S. Anna.
Nel particolare dell’affresco absidale sono ben visibili i Santi Benedetto, Leonardo di Noblac, molto caro a Boemondo d’Altavilla e successivamente anche a Papa Eugenio IV, Antonio Abate e Nicola di Bari. Molto ancora si discute sul significato iconografico di tali Santi, oltre che sulla presenza di un principe paggetto, sul quale S. Nicola appoggia la sua mano.

Sulla III colonna di spoglio vi è affrescato, alcuni sostengono, un Cristo Pantocratore che regge un libro nella mano destra, mentre con quella sinistra benedice secondo il rito greco, se l’ipotesi fosse vera sarebbe l’unico caso nella storia dell’arte. Il testo che si legge sulle pagine del libro aperto recita: “Ego sum lux mundi. Qui sequitur me non ambu(lat in tenebris) - tra parentesi la parte mancante.