
Gruppo
Archeologico Calatino “Franco Imposimato” - P.zza
Matteotti n°1 – c.p.154 – 81024 -Maddaloni
-CE-
direttore Francesco Vuolo tel. 0823.435176 - segretario
amm.vo Antonio Sarracco tel. 0823.434073
Gruppi Archeologici d'Italia
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La
Chiesa di San Benedetto fu edificata, forse come congrega, fuori
dalle mura del Castello. Il campanile, di chiara struttura romanica,
è stato completamente restaurato dalla Sovrintendenza ai
BB.CC.
Appartenente in epoca remota alla Abbazia di
Montecassino, essa ha una storia difficile da ricostruire
integralmente.
In origine fu a due navate, trasformata poi a tre
tra il XVII e il XVIII secolo, come lasciano presumere gli stucchi
della terza navata e le finestre appositamente create. Nell’abside
è presente una serie di affreschi sovrapposti, così
che la lettura dello stesso non è chiara. La storia di questo
affresco è molto tormentata. In alto la Madonna in maestà
assisa in trono con il Bambino sulle ginocchia; al centro la Trinità
e in basso a sinistra la Vergine con S. Lucia e S. Anna.
Nel
particolare dell’affresco absidale sono ben visibili i Santi
Benedetto, Leonardo di Noblac, molto caro a Boemondo d’Altavilla
e successivamente anche a Papa Eugenio IV, Antonio Abate e Nicola di
Bari. Molto ancora si discute sul significato iconografico di tali
Santi, oltre che sulla presenza di un principe paggetto, sul quale
S. Nicola appoggia la sua mano.
Sulla III colonna di spoglio vi è affrescato, alcuni sostengono, un Cristo Pantocratore che regge un libro nella mano destra, mentre con quella sinistra benedice secondo il rito greco, se l’ipotesi fosse vera sarebbe l’unico caso nella storia dell’arte. Il testo che si legge sulle pagine del libro aperto recita: “Ego sum lux mundi. Qui sequitur me non ambu(lat in tenebris) - tra parentesi la parte mancante.