Gruppo Archeologico Calatino “Franco Imposimato” - P.zza Matteotti n°1 – c.p.154 – 81024 -Maddaloni -CE-
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Acquedotto Carolino e Ponti della Valle di Maddaloni
patrimonio dell'UNESCO dal 1997
e Ossario dei Mille

Il capolavoro vanvitelliano fu commissionato dal re Carlo III di Borbone, da cui il nome  "carolino", al fine di alimentare gli spettacolari giochi d’acqua previsti nei giardini della Reggia di Caserta. Rappresenta una delle più ardite opere di architettura idraulica di tutti i tempi.
 Partendo dalle sorgenti alle falde del Taburno, ad una quota di metri 254 slm, l’acquedotto arriva, dopo un percorso di 38km, con una pendenza di 0.5 mm per metro, alla quota di m 203.50 slm alla cascata del Palazzo Reale, con una portata d’acqua che raggiungeva i 700 litri al secondo.
 L’inizio dei lavori di costruzione delle “arcate”, così come il Vanvitelli amava chiamarle, ebbero inizio nel marzo del 1753, due mesi dopo seguì la posa in opera della prima pietra alle sorgenti del Fizzo (21 maggio); terminarono nel novembre del 1759 e l’acquedotto intero inaugurato il 7 maggio del 1762.
 Costo dell’intera opera : 600.000 ducati.Con i suoi 529 metri di lunghezza, 55.80 metri di altezza massima, tre ordini di arcate  di 19, 28 e 43 per un totale di 90 arcate, il grandioso ponte unisce i monti Longano (est) e Garzano (ovest).
 A ridosso dell’ordine superiore di arcate, ove scorre l’acqua, fu realizzata una piccola strada ricoperta da basolato bianco. Mediante piccoli passaggi ricavati tra i vari archi è possibile attraversare agevolmente, in tutta la lunghezza dell’opera, gli ordini di arcate mediano e superiore. 

Ossario dei Mille
“Maddaloni è, per chi vuol sapere,
un nome che ricorda un fatto decisivo per l'unità d'Italia”

(Nino Bixio)

I Ponti della Valle furono teatro , il I ottobre 1860, di una cruenta battaglia tra camicie rosse ed esercito borbonico, battaglia che, dopo alterne vicende, vide la definitiva sconfitta dei borbonici. L'ossario , fortemente voluto dalla cittadinanza maddalonese, fu inaugurato il I ottobre 1899 per custodire le spoglie dei soldati garibaldini morti sul campo.